La protesi mobile serve a sostituire i denti mancanti nella bocca dei pazienti. Può essere totale (la classica dentiera completa) o parziale, questa la si riconosce perché ha dei ganci che ancorano ai denti residui la parte mobile.
È costituita normalmente da due parti: i denti mancanti ed una struttura rosa che li sorregge e che compensa gli spessori venuti a mancare per il riassorbimento di gengive e osso.
La parte rosa si occupa inoltre rendere stabile la protesi nel contatto con le mucose del paziente.
Infatti la stabilita delle protesi dentali mobili è legata esclusivamente all’effetto ventosa che si crea tra la protesi e le mucose su cui è appoggiata. A questo effetto ventosa si aggiunge il lavoro fatto dai ganci sui denti residui se presenti.
Le protesi dentali mobili sono un rimedio che sempre più raramente viene utilizzato nello studio nella pratica quotidiana, in quanto difficilmente si arriva nell’età adulta ad avere così tanti denti mancanti, senza poter mettere gli impianti dentali.
Controindicazioni delle protesi dentali mobili
Comunemente quando si parla di protesi mobile vengono subito in mente una serie di problematiche che cercheremo di affrontare una per volta.
- La capacità masticatoria si riduce notevolmente. Il fatto che la protesi non è ancorata nell’osso come i denti o come gli impianti dentali, comporta una perdita di forza masticatoria e triturante, portando i pazienti a scegliere un’alimentazione più “comoda” ma purtroppo meno “nutriente”. Diminuisce spesso la quota proteica per la difficoltà di mangiare la carne e spesso anche le verdure vengono assunte molto cotte o a minestra, perdendo i nutrienti delle cotture meno “brodose”.
- Quando la protesi si regge con dei ganci sui denti rimasti, purtroppo la situazione migliora di poco: infatti la protesi comunque poggia sulle mucose ma “costringe” i denti presenti a fare un lavoro supplementare di tenuta (che li porta a “durare” di meno). Come se non bastasse il gancio provoca spesso danni per l’attrito durante i movimenti.
- Con il passare del tempo, già dopo un paio di anni, le mucose sottostanti la protesi tendono a ritirarsi o a cambiare forma. Questo perché la pressione della masticazione sulla gengiva trasmette all’osso uno stimolo a riassorbirsi.
Il problema a questo punto è che la protesi e la bocca non combaciano più, provocando dolore, ferite o piaghette che con il tempo possono addirittura impedire alla protesi di rimanere nella bocca.
Inizialmente questo problema viene compensato con la pasta adesiva per protesi, ma alla lunga porta solo problemi.
Ogni 2/3 anni le protesi andrebbero verificate e andrebbero “ribasate”, una procedura che serve a rifare la superficie che è a contatto con la mucosa, compensandone le modifiche di quest’ultima. - La resina della protesi è un materiale che per le sue caratteristiche è porosa, ed assorbe nel tempo i liquidi. Questo vuol dire che se non tenuta perfettamente (come da istruzioni del dentista), può cambiare colore e soprattutto avere un odore sgradevole. Inoltre quando questo avviene, è facile che le mucose vengano ulteriormente irritate.
- I denti delle protesi vanno incontro ad usura, e consumandosi diventano più corti. Questo fa sì che il volto del paziente assuma un aspetto a “becco di papera”, con gli angoli delle labbra che si infiammano. L’arrossamento che si forma non è causato solo dal ristagno di saliva, come si crede, ma è una candida vera e propria al quale va posto rimedio.
- Quando alla protesi non viene eseguita la normale “manutenzione” dal dentista, comincia a calzare male e diventa difficile parlare. Alcune parole che fanno muovere troppo le guance o la lingua portano allo spostamento della protesi, creando imbarazzi e difficoltà.
- L’aspetto estetico delle persone che portano la protesi dentali mobili è purtroppo facilmente individuabile. Un aumento delle rughe intorno alle labbra, che sembrano anche sottili.
Inoltre il mento sembra venire in fuori ed il sorriso non è più gradevole, spesso a causa del diverso colore tra denti finti e quelli veri (o perché si sono consumati in modo non uniforme).
Studi recenti dimostrano inequivocabilmente il rapporto diretto tra la capacita di masticazione e il mantenimento delle capacità cognitive delle persone anziane.
Chi non mastica bene ha un maggior decadimento delle proprie capacità di memoria, movimento, accelerando i problemi dell’invecchiamento.
