La pedodonzia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa della salute e dello sviluppo del cavo orale e del volto del bambino.
Questo perché un dente da latte non è semplicemente una piccola copia di un dente adulto. Preservare i denti da latte è, infatti, di estrema importanza per il corretto sviluppo della dentatura dell‘adulto, e un trattamento sbagliato o la perdita prematura di un dente
deciduo possono provocare problemi mascellari e dentali le cui conseguenze possono durare per tutta la vita oppure possono essere corrette solo a prezzo di molti sforzi e spese (ad esempio con l’apparecchio ortodontico)
Inoltre i nostri piccoli pazienti hanno esigenze proprie e specialissime: è necessario prendere sul serio le loro paure e il trattamento richiede un’ atmosfera a misura di bambino e metodi differenti rispetto a quelli usati per gli adulti.
Soprattutto ci vuole però un’enorme dose di pazienza, comprensione e sensibilità per meritare la fiducia dei bambini. Molti adulti patiscono per tutta la vita di paura del dentista (odontofobia) perché da bambini sono stati traumatizzati da un dentista duro e insensibile. Ciò deve essere evitato!
Il nostro obiettivo è far sì che, grazie a varie piccole attenzioni, il bambino ricordi con piacere il primo contatto con il dentista e accetti volentieri di ritornare.
A questo scopo è consigliabile non eseguire alcun trattamento vero e proprio durante la prima visita, che offre invece al pedodontista la possibilità di fare conoscenza con il piccolo paziente e di valutare l’entità del trattamento necessario.
Durante la prima visita si prova anche il protossido d’azoto, l’aria magica che aiuta il piccolo paziente ad affrontare le cure.
L’esame permetterà inoltre di stabilire se i danni dentali derivano da un’alimentazione scorretta e se è necessario che i genitori eseguano una consulenza nutrizionale.
In presenza di denti non ben allineati e dritti o malocclusione può rivelarsi necessario un trattamento ortodontico (apparecchio ortodontico).
Diagnosi: a caccia di carie
La moderna diagnostica delle carie nei bambini
Purtroppo, ancora oggi i denti da latte che devono essere tolti per colpa della carie continuano ad essere troppi. Affinché i denti permanenti possano svilupparsi indisturbati, tuttavia, è fondamentale preservare i denti da latte. Perciò i danni da carie sui denti decidui devono essere rilevati tempestivamente, finché sono ancora minimi e non hanno raggiunto il nervo (polpa). Infatti, quando la carie fa male è spesso già tardi per un‘otturazione. Oltre al tradizionale controllo a vista dei denti da latte con specchietto e sonda, impieghiamo i seguenti procedimenti diagnostici:
Radiografie
È provato che fino al 70% di tutte le lesioni cariose dei denti da latte viene rilevata in stadio precoce tramite una radiografia. I moderni strumenti radiografici digitali impiegati nel nostro studio richiedono un’esposizione minima alle radiazioni e sono perciò ideali per i bambini.
In molti casi per i nuovi pazienti può essere consigliabile una radiografia panoramica (OPT), per farsi un’idea dello sviluppo dei denti ed escludere eventuali disturbi.
Per i bambini predisposti alla carie: controllo due volte all’anno con radiografie bitewing (piccole radiografie con lastrina posizionata all’interno delle arcate dentarie)
A partire dai 3 anni: controllo annuale degli spazi interdentali con radiografia bitewing
Rilevatore di carie tramite laser (Diagnodent)
Questo nuovo procedimento non invasivo sfrutta un raggio laser la cui luce riflessa dal dente viene misurata e valutata da un sensore elettronico. Studi scientifici attestano al rilevatore di carie Diagnodent un’elevata percentuale di successo nell’individuazione delle carie nascoste.
Transilluminazione
In questo procedimento il dente viene illuminato da un’intensa fonte di luce. Se in uno spazio interdentale si trova una carie, in quel punto la rifrazione della luce cambia ed appare una macchia scura.
Determinazione del rischio di carie
Il rischio che il bambino sviluppi delle carie dipende da vari fattori:
- Abitudini alimentari (soprattutto zucchero e cibi ricchi di carboidrati) Pulizia (accuratezza e frequenza)
- Natura e composizione della saliva
- Attività batterica nel cavo orale
- Struttura superficiale dei denti (qualità dello smalto, profondità delle fosse e dei solchi)
- Uso di fluoro
In molti casi un’analisi della saliva può dare indicazioni sul rischio individuale di carie.
Come curiamo i bambini
Il nostro primo obiettivo è far sì che i nostri piccoli pazienti siano curati senza dolore e senza paura. Perciò ci impegniamo a suscitare la loro fiducia e a evitare traumi dovuti ad impressioni ed esperienze negative. Per raggiungere questo scopo ci vogliono grande esperienza e tanta pazienza e sensibilità.
Durante il trattamento cerchiamo di distrarre l’attenzione dei bambini, ad esempio con giocattoli adatti o divertenti video, da ciò che sta effettivamente avvenendo.
Ci serviamo inoltre di termini speciali per spiegare le cose ai bambini senza far loro paura:
Al dente non viene fatta una “iniezione” ma gli si dà invece “acqua per dormire”, e il dente addormentato non viene pulito e sbiancato con il “trapano” ma con la “doccia dentale”, ecc.
Preghiamo perciò i genitori di aiutare i nostri sforzi e di non parlare del dentista a casa in termini che possano suscitare paura.
Per non tradire la fiducia dei bambini, occorre fare in modo che il trattamento dentale sia delicato e indolore. Prima dell’anestesia locale, ad esempio, viene applicato sulla mucosa un gel analgesico dal gusto piacevole che consente una puntura indolore.
Al fine di permettere a tutti i bambini di avere un alto standard di cura unito alla serenità del trattamento, viene utilizzato con costanza il protossido d’azoto per la sedazione cosciente.
Il protossido d’azoto: L’aria magica dei piccini
Il gas esilarante, nome comune del protossido di azoto, è stato „scoperto“ oltre 150 anni fa da un dentista americano, e da allora è stato usato in medicina su vasta scala per la sedazione.
Oggigiorno in odontoiatria il gas esilarante è considerato il sedativo più sicuro, essendo praticamente esclusi con un uso corretto incidenti pericolosi o complicazioni.
Al bambino viene data una mascherina nasale attraverso la quale respira una miscela di protossido d’azoto e ossigeno, che può essere regolata dall’odontoiatra.
L’effetto s’instaura già dopo poche inspirazioni:
Il bambino prova un rasserenante senso di sicurezza
Ciò che avviene intorno a lui sembra allontanarsi
Piccoli dolori, per esempio la puntura dell’anestesia, non sono più percepiti ed i naturali riflessi di difesa e deglutizione sono nettamente ridotti.
Il bambino tuttavia rimane sveglio e non si addormenta durante il trattamento (a meno che non sia così rilassato da addormentarsi come davanti alla tv o con un giro in macchina) vivendolo però come un’esperienza positiva. Al termine della seduta il paziente respira ancora per un paio di minuti ossigeno puro, il gas esilarante viene espirato e non permane nell’organismo. Già dopo pochi minuti il bambino è ritornato “in piena forma”. Questo è un notevole vantaggio rispetto ad altri tranquillanti che continuano ad agire per ore e richiedono precauzioni speciali
Ci sono però alcune restrizioni all’uso del protossido d’azoto nei bambini. È necessario infatti che il bambino abbia un certo grado di sviluppo e maturità perché il trattamento con gas esilarante possa avere successo. In genere il gas esilarante non è adatto per i bambini che non sono in grado di respirare consapevolmente attraverso il naso per un lungo periodo (a partire da 5-6 anni circa) non capiscono la necessità del trattamento oppure lo rifiutano completamente.
Come vengono curati i denti (da latte)
Sigillatura dei denti
La carie si sviluppa facilmente nelle fessure dei denti, cioè i profondi solchi e le fosse presenti sulla superficie masticatoria del dente. In questo caso si parla perciò di carie fissurale.
Per prevenire questo problema, si possono sigillare le fessure con un materiale plastico fluido, che viene poi indurito tramite una luce speciale.
Se la carie ha già fatto la sua comparsa sulla superficie masticatoria, si ricorre alla sigillatura estesa delle fessure: si asporta cioè la carie delicatamente con il trapano, si riempie la cavità e contemporaneamente si sigilla la superficie masticatoria.
Si possono sigillare sia i denti da latte che i denti permanenti. Tuttavia va ricordato che con la sigillatura si protegge dalla carie solo la superficie masticatoria, perché gli spazi interdentali, ugualmente soggetti a carie, non possono essere sigillati.
Otturazioni
I denti, da latte o permanenti, sono minacciati in genere da tre tipi di carie:
Carie della superficie masticatoria, che si sviluppa in profondità nei solchi e nelle fosse (fessure) della superficie masticatoria
Carie interdentale che si sviluppa negli spazi, difficilmente raggiungibili, fra i denti (spazio approssimale)
Carie delle superfici lisce, che attacca le pareti dentali anteriori e posteriori e nei bambini è una conseguenza di errori di alimentazione, per es. biberon con bevande zuccherate.
Le otturazioni dei denti da latte sono ormai le stesse che per i denti permanenti, cioè eseguite esclusivamente con materiali di colore simile allo smalto (bianco), molto durevoli se usati correttamente. Ciò è peraltro molto importante, se si considera che spesso gli ultimi denti da latte cadono solo a 13 anni.
I materiali utilizzabili per le otturazioni sono:
Otturazioni in composito: questo eccellente materiale plastico, usato anche per i denti permanenti, si dimostra ottimo anche per i denti da latte. Il composito è resistente, durevole e adatto anche per difetti più estesi.
Otturazioni in compomero: i compomeri sono meno stabili dal punto di vista meccanico rispetto ai compositi, e vengono usati prevalentemente per le otturazioni più piccole di denti da latte.
Otturazioni in cemento vetroionomerico: questo tipo di cemento è caratterizzato dalla facilità di lavorazione. Per quanto riguarda la durata, tuttavia, non è all’altezza di compomeri o compositi. Il suo uso perciò è limitato ad otturazioni provvisorie oppure per denti da latte che presto cadranno.
Devitalizzazione (cura canalare) dei denti da latte
Una devitalizzazione si rende necessaria nei casi in cui il nervo dentale (polpa) è infiammato o necrotico. Dal momento che i denti da latte sono relativamente teneri, la carie può progredire rapidamente e raggiungere presto il nervo, cosa che si manifesta di solito con il dolore.
Spesso sul margine della gengiva si forma anche una fistola, dall’aspetto di una piccola vescica, dalla quale può fuoriuscire del pus.
Purtroppo ancora oggi vengono estratti con troppa leggerezza denti da latte colpiti da carie o fistole che potrebbero essere salvati facilmente con una devitalizzazione.
La cura canalare di un dente da latte trova impiego quando una carie profonda è penetrata fino al nervo (polpa), o il dente è morto a causa di un incidente.
Per una devitalizzazione, eseguita naturalmente sotto anestesia, si rimuove l’intero nervo dentale malato e il canale radicolare viene ampliato, pulito e riempito con uno speciale cemento.
Se la carie ha raggiunto il nervo, ma questo è ancora sano (nessuna infiammazione, nessun dolore) per i denti da latte è in genere sufficiente rimuovere solo la porzione superiore del nervo (polpa camerale). La parte di nervo ancora presente nella radice viene coperta con un medicamento e resta vitale, cioè non viene devitalizzata. Questo procedimento si chiama pulpotomia.
Mantenitori di spazio
Malgrado tutte le possibilità di cura disponibili, non sempre è possibile salvare tutti i denti da latte distrutti dalla carie. Quando però un dente da latte cade prematuramente, ciò porta spesso allo spostamento dei denti contigui e a mancanza di spazio al momento dell’eruzione dei denti permanenti. Le conseguenze possono essere malposizioni della dentatura permanente, che richiedono una correzione impegnativa con apparecchi ortodontici.
Per evitare ciò, in molti casi è opportuno rimpiazzare il dente da latte estratto con un mantenitore di spazio, che svolge le funzioni del dente perso e “tiene libero il posto” per il dente permanente. In tal modo si impedisce che lo spazio destinato al dente permanente si restringa, consentendo così una permuta dentaria senza problemi.
I mantenitori di spazio possono essere fissi (ancorati al dente contiguo) oppure mobili, in modo simile ad un apparecchio ortodontico.
La profilassi nei bambini
Noi auguriamo naturalmente ai nostri piccoli pazienti di avere denti e gengive sani per tutta la vita. Il presupposto per raggiungere questo scopo è una perfetta igiene dentale sin dall‘infanzia.
Ai nostri piccoli pazienti viene insegnato in modo adeguato alla loro età in che modo pulire i denti in modo ottimale. Nel quadro del programma si può anche rilevare il rischio di carie nei bambini predisposti con un test della saliva, e rinforzare lo smalto con delle vernici al fluoro

Quando arrivano i primi dentini e quando se ne vanno?
Il primo dentino a perforare la mucosa verso il 6° mese è di solito un incisivo inferiore.
La sequenza di eruzione dei denti da latte è quasi sempre la stessa, sebbene i tempi possano variare anche notevolmente da bambino a bambino: molti bebè vengono al mondo già con un dentino, mentre altri bambini di un anno non ne hanno ancora nemmeno uno. In caso di ritardi, anche di molti mesi, non c’è dunque motivo di preoccuparsi.
A un anno di età sono comparsi di solito da sei a otto incisivi e in genere a tre anni la prima dentizione dovrebbe essere completata. La dentatura da latte completa comprende 20 denti, per ciascuna mascella quattro incisivi, due canini e quattro molari.
La comparsa dei primi dentini: a cosa devono badare i genitori
Quando erompono i primi dentini si parla di „dentizione“, un processo che non comporta particolari problemi per la maggior parte dei bebè. L’arrivo dei nuovi dentini è annunciato dal fatto che il bebè „sbava“ di più e tende a mordere continuamente oggetti duri, come l’anello da dentizione o il sonaglio.
I disturbi della dentizione sono sintomi che accompagnano frequentemente l’eruzione dei denti da latte. Le gengive sono infiammate e dolenti, i bebè sono irrequieti, irritabili e dormono male. Anche febbre moderata o diarrea non sono infrequenti. Spesso le guance sono arrossate e il sederino irritato. Per alleviare questi disturbi, causati dall’irritazione delle gengive, esistono gel calmanti senza zucchero da acquistare in farmacia, oppure può essere di aiuto dare al bebè un anello da dentizione raffreddato in frigorifero. In caso di febbre alta e persistente o di altri disturbi insoliti, è opportuno consultare il pediatra.
Arrivano i denti permanenti: la permuta dentaria
Con l’eruzione del primo dente permanente, di solito verso i 6 anni, inizia la permuta dentaria. Si tratta del primo molare, che viene perciò anche chiamato il molare dei sei anni. Dato che erompe dietro all’ultimo dente da latte, senza far cadere alcun altro dente, la sua comparsa passa spesso inosservata.
La permuta dentaria avviene in due fasi:
6-8 anni:
Prima compare il primo molare dietro ai denti da latte, poi gli incisivi da latte si allentano ed erompono quelli permanenti. Spesso i denti da latte ancora non cadono sebbene i denti permanenti siano già comparsi appena dietro di essi (in direzione della lingua). Grazie alla pressione della lingua sui nuovi denti, tuttavia, solitamente i denti da latte cadono entro pochi mesi. Essendo di dimensioni proporzionate al cranio adulto, inizialmente i denti permanenti sembrano eccessivamente grandi.
10-13 anni:
Ora iniziano a cadere i molari e sono sostituiti dai premolari, e i canini permanenti rimpiazzano i canini da latte.
Lotta alla carie: dal primo dente in poi Un buco nel dente – Come nasce la carie?
La carie dentaria è provocata da batteri acidificanti, che formano sulla superficie del dente un rivestimento appiccicoso (placca), impossibile da eliminare con un semplice risciacquo. A partire dallo zucchero contenuto negli alimenti questi batteri producono un acido capace di attaccare il durissimo smalto dei denti sottraendogli minerali come il calcio. Nello stadio iniziale la carie è visibile solo come una macchia color bianco gesso: ciò significa che la barriera formata dallo smalto è indebolita ma ancora non ha ceduto. Con il progredire della carie si forma poi il classico „buco“ nello smalto, e la carie si propaga nella dentina sottostante. Ora al più tardi è necessaria un’otturazione per bloccare l’avanzare della carie. Il dolore insorge di solito solo quando la carie si avvicina al nervo (polpa). A questo punto una cura canalare è spesso inevitabile.
I genitori spesso fanno l’errore di prendere sottogamba la carie dei denti da latte, pensando che non sia così grave in quanto non si tratta dei „veri“ denti. I denti da latte, però, non servono solo a masticare cibi solidi e per lo sviluppo della parola, ma anche a tenere libero il posto per i denti permanenti.
In confronto ai denti permanenti, nei denti decidui lo strato protettivo di smalto e dentina è più sottile e meno resistente, e la cavità del nervo (polpa) è più ampia. Per questa ragione i denti da latte non sono particolarmente resistenti alla carie, che può così avanzare rapidamente e raggiungere il nervo, provocando spesso dolore. Se un dente da latte va perduto a causa della carie, ciò può provocare mancanza di spazio per i denti permanenti e malposizioni dentarie. Ecco perché un dente da latte colpito dalla carie non andrebbe estratto, ma salvato se appena possibile. Troverete maggiori
informazioni sulle possibilità attuali di salvare i denti da latte cariati qui.
Come si previene la carie?
Oggi è noto che i bambini i cui genitori applicano una buona igiene dentale hanno molti meno problemi di carie di quelli con genitori che non curano i denti. Questo perché da un lato i bambini seguono l’esempio dato dai genitori, e dall’altro perché il rischio di trasmissione dei batteri della carie dai genitori alla bocca del bambino è molto maggiore se i genitori hanno la placca batterica in bocca.
I genitori devono iniziare la pulizia dei denti da latte non appena compare il primo dentino!
Un’alimentazione giusta previene danni dentali. Il fluoro protegge i denti dei bambini.
Pulire correttamente i denti da latte
Dopo l’eruzione del primo dente, i genitori devono iniziare a lavare regolarmente i denti ai loro bimbi. Fino a un’età di circa 6 anni, i bambini non sono in grado di lavarsi i denti da soli in modo corretto, e questo è perciò compito dei genitori. Arrivati in età scolare, i bambini devono essere motivati a lavarsi i denti da soli, ma si consiglia ai genitori di rilavare accuratamente ancora una volta tutte le superfici dentali.
Per i primi dentini è sufficiente lavare accuratamente i denti su tutti i lati una volta al giorno, usando solo una punta di dentifricio su un morbido spazzolino per bambini.
I bambini piccoli non sono ancora capaci di risciacquarsi la bocca e sputare, e ingoiano perciò una parte del dentifricio, ma usandone poco, questo non è dannoso.
A partire dai due anni la pulizia dei denti dovrà essere fatta due volte al giorno – al mattino dopo la colazione e alla sera prima di andare a letto. La pulizia serale dei denti dovrà diventare parte integrante delle cerimonie della buonanotte, e dopo di essa non si dovranno consumare più dolciumi né bevande zuccherate (succhi di frutta, latte, tisane ecc.)!
A partire dai tre anni, i denti vanno lavati tre volte al giorno, circa 30 minuti dopo i pasti principali.
Non va dimenticato però che, finché i bambini non saranno in grado di farlo in modo completamente autonomo (verso gli 8-10 anni), i genitori dovranno dopo “ripassare” sui denti del bambino per pulirli accuratamente.
Lo spazzolino giusto per i bambini
Gli spazzolini per bambini devono avere un manico corto e massiccio, che la manina dei bambini possa impugnare bene. La testa dello spazzolino deve essere corta (meno di 2 cm) e avere molte setole in plastica morbide e arrotondate. Le setole naturali sono facilmente invase dai batteri e non sono perciò adatte agli spazzolini. Lo spazzolino deve essere cambiato generalmente ogni tre mesi
Gli spazzolini elettrici per bambini possono aiutare a motivare i piccoli renitenti alla pulizia dentale. L’importante è che la testa dello spazzolino non sia molto grossa, in modo che possa raggiungere tutte le superfici dentali. Il movimento oscillante automatico elimina efficacemente la placca, ma anche in questo caso è necessario spazzolare sistematicamente tutte le superfici dentali.
Il dentifricio giusto per i bambini
I dentifrici per bambini fino a sei anni si differenziano da quelli per gli adulti soprattutto per il ridotto tenore in fluoro (500 ppm invece di 1500 ppm). Ciò è necessario perché bambini in tenera età non sono capaci di sputare il dentifricio dopo la pulizia e di solito si limitano ad ingoiarlo, cosa completamente innocua usando un dentifricio per bambini in piccole quantità. Inoltre il dentifricio per bambini ha un sapore adatto ai gusti dei bambini piccoli, per i quali un dentifricio normale sarebbe troppo forte. Il dentifricio per bambini tuttavia non deve avere un sapore troppo dolce o caramelloso, per non indurli a mandarlo giù.
A partire dai sei anni si può usare un dentifricio junior o per adulti contenente da 1000 a 1500 ppm di fluoro.
A proposito: dopo aver lavato i denti, sarebbe bene sciacquarli il meno possibile, in modo che il fluoro rimanga più a lungo sui denti.
L’alimentazione giusta
La carie è provocata da batteri nel cavo orale che, fermentando zucchero e altri carboidrati, producono un acido che attacca lo smalto dentale. Tali batteri possono utilizzare i seguenti tipi di zucchero:
- normale zucchero semolato da cucina (zucchero di canna, saccarosio)
- glucosio
- lattosio
- fruttosio
L’amido contenuto ad esempio in patate, pasta, riso o pane può essere scisso in zucchero, ed è perciò anch’esso cariogeno (che provoca carie), anche se in modo meno marcato dei tipi di zucchero menzionati sopra.
L’obiettivo di un’alimentazione che rispetti i denti è quello di ridurre, per quanto possibile, la permanenza in bocca di carboidrati e zucchero. Attenzione: molti cibi e bevande contengono zuccheri nascosti, per es. ketchup, barrette ai cereali, bevande al latte o cacao, müesli, cornflakes, banane e altri tipi di frutta.
Dolcificanti come aspartame, ciclammato o saccarina non possono essere utilizzati dai batteri e perciò non sono cariogeni, cioè non possono causare carie.
Nutrizione del lattante: il diavoletto della carie si nasconde nel biberon
Oltre alle poppate, non dare mai biberon con bevande dissetanti diverse dall’acqua, ed evitare assolutamente tisane o succhi di frutta zuccherati, sciroppi, tè freddo ecc.
Abituare i bambini il più presto possibile a bere da tazze o bicchieri.
Al compimento del primo anno, lo svezzamento dal biberon dovrebbe essere concluso.
Non intingere mai ciucci e tettarelle nello zucchero o nel miele.
Raggiunta l’età prescolare, si applicano le seguenti regole:
Gli alimenti dolci vanno consumati durante o subito dopo i pasti principali, e non spizzicati per tutto l’arco della giornata!
Limitare al minimo le merende, troppi dolci rovinano l’appetito per i cibi più sani e provocano sovrappeso.
I genitori devono pulire accuratamente i denti ai loro bambini dopo ogni pasto principale.
Fluoro
I fluoruri (composti del fluoro) sono microelementi essenziali presenti in natura che hanno dimostrato un’azione anticarie in quanto
rendono più resistente lo smalto e lo proteggono dalle aggressioni dell’acido prodotto dai batteri. inibiscono la moltiplicazione dei batteri.
I fluoruri sono contenuti in molti cibi, soprattutto in pesce e crostacei, ma in quantità insufficienti a prevenire efficacemente la carie. Per questa ragione è necessario un apporto supplementare di fluoro.
La prima visita dal dentista, come preparare il bambino
Prima della prima visita
La prima impressione è quella decisiva: perciò, affinché la prima visita dal dentista del vostro bambino sia un’esperienza positiva che getti le basi di un rapporto di fiducia, è importante che anche i genitori si comportino nel modo giusto. I bambini capiscono al volo le paure dei genitori, fate dunque attenzione alla scelta delle parole quando parlate del dentista. Evitate in particolare di riferire „storie dell‘orrore“ e tenete per voi eventuali brutte esperienze o la vostra paura del dentista.
Frasi come “non c’è da avere paura“ o “non fa male per niente“ sono dannose perché suggeriscono al bambino l’associazione fra dentista, dolore e paura. Infine, se il bambino si rifiuta di lavarsi i denti, non usate mai la visita dal dentista come minaccia per convincerlo.
Preparate il bambino alla visita leggendo con lui libri per bambini sull’argomento oppure mandando per gioco dal dentista la bambola o il peluche preferito, che naturalmente potrà accompagnare il bambino anche durante la visita vera!
Per i bambini più piccoli è importante integrare accuratamente la visita al dentista nel ritmo della giornata. Sono ideali soprattutto appuntamenti di mattina, perché in queste ore i più piccini sono di solito riposati, più ricettivi e meno facili allo stress. È opportuno evitare le ore pomeridiane in cui di solito il bambino riposa.
Durante e dopo il trattamento dentistico del vostro bambino
Un rapporto stabile di fiducia fra il bambino e il dentista è la base di un trattamento riuscito. Perché possa svilupparsi, il bambino deve concentrarsi su ciò che dice il dentista, e non può stare a sentire contemporaneamente due adulti. Perciò vi preghiamo di stare accanto al bambino durante il trattamento per confortarlo con la vostra presenza, ma di limitare al minimo la comunicazione e di lasciare il dentista “al timone”.
Elogiate il bambino dopo il trattamento! In tal modo lo motivate per la prossima visita.
