Il biofilm è una pellicola microscopica formata da batteri di varia natura che proliferano in tutte le superfici degli ambienti acquosi, rimanendo attaccati ad esse tramite una pellicola adesiva da loro stessi prodotta.
Un esempio di biofilm che tutti conosciamo è quello marino, cioè quella pellicola verdastra difficilissima da pulire che si forma sotto le barche, le boe o qualsiasi cosa rimanga in mare senza essere pulito frequentemente
Anche la nostra bocca è un ambiente acquoso, quindi sui denti si forma il biofilm orale, una pellicola adesa che, se non viene rimossa, diventa più spessa fino a formare la placca e successivamente il tartaro.
Una pellicola batterica sui denti
Questa “pellicola” microbica è resistente a qualsiasi disinfettante, collutorio, medicina o antibiotico e deve essere rimossa fisicamente e meccanicamente: con gli ultrasuoni, gli strumenti manuali e quelli da lucidatura. Cioè con tutti gli strumenti usati nella seduta di mantenimento della salute orale dal dentista.
Si capisce l’importanza di questa rimozione se pensiamo che le colonie batteriche presenti nel biofilm orale sono l’80% di tutte le infezioni microbiche che attaccano il cavo orale: carie e malattia parodontale soprattutto.
Una corretta igiene professionale eseguita circa ogni 6 mesi (intervallo consigliato da tutte le associazioni odontoiatriche per i pazienti che non hanno particolari problemi) e la scrupolosa igiene domiciliare, sono la strada giusta per avere una bocca al riparo da batteri e dei denti che rimangano in salute a lungo.
